NCC – NOLEGGIO CON CONDUCENTE

LUSSO VS TECNOLOGIA

NCC – LUSSO O TECNOLIGIA

In questo articolo affronteremo un punto molto delicato per il Noleggio con conducente NCC, il quale nell’ultimo decennio ha avuto un radicale cambiamento. (Non parleremo di leggi ma di servizi)

Questo cambiamento è stato positivo o negativo?

Scopriamolo insieme…

Per scoprirlo dobbiamo ripercorrere la sua storia:
Oggi, prendiamo la parola “autista” per identificare un tizio al volante di un’auto di lusso, probabilmente impiegato per guidare qualcuno che è troppo pigro o ricco per andare da A a B. Beh, non sempre. Potrebbe indossare o meno un cappello a punta, un vestito scuro e un paio di guanti bianchi. Questa sarebbe una rarità. E dovrebbe essere sempre ben curato. Ma torniamo indietro e vediamo cosa ci dice la storia…

La cronologia della parola chauffeur inizia intorno al 1896, dal termine francese per “fuochista”, perché le navi ferroviarie e marittime erano alimentate a vapore e richiedevano al conducente di azionare il motore. Nel 1902, anche le prime automobili, come le loro controparti, si affidavano al vapore. Ecco allora che arriva il primo cenno verso un autista professionista. E il termine si è bloccato.

Le prime automobili a benzina, prima dell’avvento dell’accensione elettrica, venivano accese da “tubi caldi” nella testa del cilindro, che dovevano essere preriscaldati prima che il motore si avviasse. Da qui il termine autista in questo contesto significa qualcosa del genere: “riscaldatore-alimentatore”. L’autista innescava i tubi caldi all’inizio di un viaggio, dopo di che il ciclo di compressione naturale del motore li manteneva alla giusta temperatura. Si occupava anche della manutenzione dell’auto, compresa la manutenzione ordinaria e la pulizia, e doveva essere un meccanico esperto per affrontare i guasti e le forature dei pneumatici in viaggio, che erano molto comuni nei primi anni dell’automobile.
Solo i più ricchi potevano permettersi le prime automobili, e in genere assumevano autisti invece di guidare da soli. Ma richiamandosi a una lettera del 19 gennaio 1902 all’editore del New York Times (di un certo Calvin Thomas), citando loro e l’Evening Standard che diceva “è il meglio che possiamo fare con le risorse della lingua di Shakespeare”. La parola è una cattiva importazione”. Ma è meglio di “fuochista” o “macchinista”. Non nominare la parola “autista” – verrai buttato a terra nel nostro cortile…

Un articolo del 1906, sempre del New York Times, riportava che “il problema dell’autista oggi è uno dei più gravi che l’automobilista deve affrontare”, e lamentava che “giovani uomini senza particolari capacità, che hanno guadagnato dai 10 ai 12 dollari a settimana, vengono improvvisamente elevati a posizioni retribuite pagando dai 25 ai 50 dollari” e raccomandava la riqualificazione dell’attuale autista di pullman. Quindi erano bei soldi!
Abbiamo esplorato cos’è un autista, ma cosa significa essere un autista professionista?

Lord Montagu di Beaulieu una volta scrisse: “La professione di autista, legata com’era all’ultima meraviglia tecnologica, portava con sé un’aria di glamour che mancava negli altri posti di lavoro domestici…”.

Quest’aria di glamour è presente ancora oggi in quanto un autista Class One potrebbe guidare una Mercedes Benz Classe S di alta gamma o anche una Bentley mozzafiato. Avrà anche il privilegio di guidare alcune delle persone più influenti, glamour e potenti del mondo.

Autista professionista

Aiutare i C.E.O, i Capi di Stato e altri personaggi famosi è un’arte. È un mix di abilità di guida, navigazione e attenzione personale che non si può imparare da un libro o dal superamento di un esame. Ciò che abbiamo trovato essere la qualifica più importante che ogni autista può possedere è un desiderio fondamentale di piacere. Il Chauffeur deve essere in grado di lavorare in situazioni di alta pressione e rimanere calmo, professionale e cortese, ed essere pronto a fare quel miglio in più per garantire che i suoi clienti siano felici.
Alle abilità umane si aggiungono le capacità di guida, che sono ovviamente fondamentali per essere un buon autista professionista. È un errore pensare che chiunque possa guidare una Bentley o una Mercedes Classe S in modo sicuro.

La guida di qualsiasi veicolo ad alte prestazioni non dovrebbe essere presa alla leggera, e guidare i passeggeri in modo professionale è una responsabilità importante. Incoraggiamo gli autisti a seguire corsi di guida e test avanzati. Le scuole di guida sicura e sportiva tengono dei corsi fantastici sulla guida della propria auto. Dai pattini alle piste, possono insegnare anche all’autista più esperto uno o due nuovi trucchi.

Questo dà all’autista una migliore comprensione di come un auto di lusso reagirà se portata al suo limite; il che potrebbe fare la differenza in una situazione di vita o di morte. Sarebbe letale permettere a un autista inesperto di prendere in mano un tale veicolo senza un’adeguata formazione.

Si può integrare la tecnologia al Lusso?

Certo che si, purché la tecnologia non venga utilizzata nel limitare il contatto umano, che è il fulcro dei servizi di lusso.

Quando si parla di tecnologia e trasporti non si può non nominare Uber. È nei i giorni a cavallo fra febbraio e marzo del 2013 che l’App del trasporto inizia a funzionare a Milano. Un paio di mesi più tardi, a maggio, Uber sbarca a Roma.

L’app ha come target i probabili utilizzatori del servizio NCC e persone alla ricerca di una valida (secondo loro) alternativa più costosa ed elegante del Taxi.

Le campagne pubblicitarie sono incentrate sia agli autisti, che alla clientela, di seguito vediamo su cosa si basano. Teniamo conto che in Italia gli autorizzati ad Uber sono solamente i Noleggiatori con conducente NCC.

Per gli autisti:

-Libertà di decidere quante ore lavorare

-Pagamenti settimanali

-Non devi procacciarti la clientela

Per i Clienti:

-Velocità

-Risparmio (in confronto al vero NCC, ma molto più caro del Taxi tradizionale)

-Autisti verificati (secondo loro)

-Facilità di pagamento

Cos’è successo nel mondo del noleggio con conducente con l’arrivo di Uber?

Sembrava essere il sogno dei gestori delle grandi e piccole cooperative, non devono avere a che fare con i clienti fissi(Brutta gente 😂), non ricercare clienti e niente più chiamate stressanti con gli autisti. Le chiamate per le corse Uber arrivano direttamente all’autista senza passare per l’ufficio. Semplicemente fantastico, no?

Purtroppo no, il settore è diventato un ammortizzatore sociale ed il rifugio ideale per Camionisti e muratori(con tutto il rispetto per questi mestieri), svalutando chi fa il lavoro con etica e dedizione al cliente.

Uber è stata la scusa dei noleggiatori, quelli fasulli, di fare i tassisti “in regola”. Uber è stato il motivo dell’abbassamento dei livelli di servizio nel noleggio con conducente, è stato, oltre ai portieri d’albergo(non tutti), il motivo dell’abbassamento delle tariffe. Perchè? Immagina di aver appena comprato un’auto ed una licenza per fare il noleggio con conducente, dopo la tua esperienza come dipendente ovviamente. Vuoi recuperare il più velocemente possibile l’investimento, giusto?

Uber è la via della ricchezza, scarichi l’app inserisci i dati e aspetti la chiamata. All’arrivo della chiamata, ad esempio in aeroporto, dopo aver preso il cliente ti dirigi verso la meta inserita da lui nell’app. Ora che fai? Non lasci il biglietto da visita al cliente che probabilmente dovrà ritornare in aeroporto? Magari dicendogli che risparmia prenotando direttamente con te, invece che con uber?(uber fino a 2 mesi fa prendeva il 27% dell’importo totale).

Magari il cliente usa ancora l’app per spostarsi in città durante la sua permanenza, ma a differenza del primo autista, il cliente ha già un prezzo inferiore ad uber, quindi il secondo autista per prendersi il cliente dovrà far scendere ulteriormente il prezzo… Ecco come scendono i prezzi e diminuisce il valore del servizio NCC. Gli autisti e le società/cooperative che usano uber, sono “quasi sempre” le stesse che hanno abbassato il livello del servizio e stracciato i prezzi.

Come fanno a rimanere in attività a queste condizioni?

Non si può dire…

Conclusioni:

Si all’integrazione della tecnologia nel Lusso ma non nei servizi di prenotazione e trasporto.(app, e-commerce, ecc..)

Il Lusso e l’esclusività di un servizio sono dati dal fattore umano e dal fatto che non tutti se lo possono permettere, quando una cosa è accessibile a tutti e quasi tutti se la possono permettere, non è più un lusso. Anzi si fa un enorme danno all’utenza reale di quel servizio. Le uniche tecnologie nelle quali gli autisti e le società/cooperative NCC dovrebbero investire sono quelle all’interno delle Auto.
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